45 anni dopo la strage di Piazza Fontana

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12 dicembre 1969 – 12 dicembre 2014

45 anni dopo, c’è ancora spazio per riflettere.

Oggi a Milano, presso Palazzo Marino, si è svolta una seduta straordinaria del Consiglio comunale di Milano con gli interventi del sindaco Giuliano Pisapia, del sindaco di Brescia Emilio Del Bono, e del vicesindaco di Bologna, Silvia Giannini. Il corteo commemorativo, invece, è partito da piazza Scala senza i gonfaloni delle istituzioni cittadine ed è stato guidato dal segretario della Cgil Susanna Camusso, senza le insegne della città e senza i rappresentanti del Comune, gli assessori Carmela Rozza e Pierfrancesco Majorino (che sono arrivate in ritardo alla manifestazione).

La strage e la giustizia

Come emerse dalle indagini i responsabili facevano capo ad Ordine Nuovo, ma nello svolgimento dell’indagine rientrarono tra i sospettati non solo i terroristi neofascisti di Ordine Nuovo, bensì anche quelli di Avanguardia Nazionale ed esponenti anarchici.

La strage, viene spesso ritenuta come l’inizio di un particolare periodo storico che porta la denominazione di strategia della tensione.

Le indagini che si sono susseguite nel corso degli anni, hanno visto imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e di destra, che saranno sempre assolti in sede giudiziaria. Nel 2005 la corte di cassazione ha affermato che la strage di piazza Fontana fu realizzata da «un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine Nuovo» e «capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura», che però non furono più processabili in quanto «irrevocabilmente assolti dalla Corte d’assise d’appello di Bari».

Il fatto

L’esplosione avvenne il 12 dicembre 1969 alle ore 16:37. Una bomba scoppiò nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano, uccidendo diciassette persone (quattordici sul colpo) e ferendone altre ottantotto. Una seconda bomba venne rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, facendola esplodere successivamente e arrecando un danno per la prosecuzione delle indagini. Una terza bomba esplose a Roma alle 16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collegava l’entrata di via Veneto della Banca Nazionale del Lavoro con quella di via di San Basilio, ferendo tredici persone. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all’Altare della Patria e l’altra all’ingresso del Museo centrale del Risorgimento, in piazza Venezia, ferendo quattro persone.

Facendo una stima, in un solo infausto giorno si ebbero cinque attentati terroristici, concentrati in un lasso di tempo di appena 53 minuti, che colpiscono contemporaneamente le due maggiori città d’Italia: Roma e Milano.

La vicenda ad oggi è oggetto di controverse interpretazioni su chi realmente sia stato a capo dell’organizzazione e attuazione della strage.

Vi lascio un link utile relativo alla “rete degli archivi per non dimenticare” nella quale è possibile trovare una parziale documentazione riguardo i processi di tale strage, della strage di Brescia e della P2.