Ricchezza & co.

La crisi finanziaria del 2007 ha avuto ripercussioni sulle maggiori economie mondiali, ma se domani vi dicessero che la ricchezza globale ad oggi è aumentata? Lo vedreste come un paradosso? Fuori luogo rispetto al mood del momento? Si parla sempre di crisi economica, è vero. Di potere d’acquisto e di consumi in calo, verissimo. Forse però, ogni tanto, è opportuno riflettere su  un altro termine. Meno en vogue tra i guerrieri della quotidianità, ma che rappresenta l’altra faccia dell’economia: la ricchezza.

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Crescita e occupazione: la politica monetaria non basta

www.secondarepubblica.it Linda Tiralongo

La politica monetaria da sola non basta per far ripartire l’Italia. Ce lo ripetono da mesi. Prima il numero uno dell’Eurotower Mario Draghi, poi il Fondo Monetario Internazionale. Ce lo confermano e ribadiscono i dati Istat sulla crescita del Pil e il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan nei suoi interventi alla Camera.
Le misure non convenzionali messe a punto lo scorso mese dalla Bce produrranno i loro effetti sui circuiti finanziari e del credito ma non bastano a rilanciare l’economia reale di un Paese. E’ evidente.
Non sarà di certo solo una policy accomodante, una strategia di rimodulazione della base monetaria delle banche nazionale a invertire qui ed ora il trend in calo della domanda interna dell’Italia. A rimpolpare il tessuto imprenditoriale stanco e affaticato, a far ritrovare i fondamentali macroeconomici di un Paese.

Una lunga degenza. Ma l’Italia come sta?

Autore: Charles C. Ebbets

Autore: Charles C. Ebbets

In fondo non si era mai smesso di parlare della crisi e arriva un nuovo bollettino dell’Istat.

Anche quest’estate la maggior parte degli abitanti del Bel Paese non è partita per le vacanze in fin dei conti sempre per lei. La crisi.

Crisi dei consumi. Congiuntura economico-finanziaria negativa. Economia reale in stallo. E per finire la recessione dichiarata ufficialmente nei report di Istat e Fondo monetario internazionale (FMI) nelle ultime settimane di agosto. Siamo in recessione: il prodotto interno lordo dell’Italia è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% nei confronti del secondo trimestre del 2013.

Una storia recente

La crisi è ormai un fattore culturale che ci portiamo nel nostro bagaglio, e nel nostro portafoglio, dal 2008-9. Una crisi che ha messo in evidenza crepe consistenti in molti edifici degli italiani: dalle case alle scuole, dagli ospedali ai palazzi del potere. Le crepe, gli italiani, a distanza di sei anni ce le hanno ancora. La crisi è ancora lì. Gli italiani ne assorbono tossine difficili da smaltire.

Una creatura simbiotica lei. Una simbiosi, la sua, forse connivente, forse no quella con gli italiani. Questa, forse, l’unica certezza da qualche anno ad oggi. Perché di certezze, se proprio se ne vuole parlare, in un momento storico in cui gli interrogativi che si pongono gli italiani (non soltanto a fine mese, ma anche prima di sbarcare il lunario) sono veramente tanti, è quasi impossibile.

Di certezze l’Italia,