TTIP: norme per un migliore accesso tra mercati

Small flags of European Union and the United States in a stand isolated on a white background. See more flags from this series in my portfolio.

L’UE è da qualche tempo impegnata nella creazione, insieme agli USA mediante trattato internazionale, di una grande area di libero scambio che coinvolgerà 822 milioni di persone e i due attori internazionali che si classificano ai primi due posti al mondo per PIL. Il trattato in questo è denominato Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti e dovrebbe essere composto di 24 capitoli che si occuperebbero di tre materie: accesso, burocrazia e norme. L’accesso è sicuramente la parte più interessante e che riguarda aspetti più vicini alle questioni quotidiane. Questa sezione del TTIP dovrebbe trattare quattro questioni:

G7 2015: verso un necessario ricompattamento dell’Occidente

Bundeskanzlerin Angela Merkel (im UZS), Frankreichs Staatspraesident Francois Hollande, Grossbritanniens Premierminister David Cameron, Italiens Ministerpraesident Matteo Renzi, der Praesident der Europaeischen Kommission, Jean-Claude Juncker, der Praesident des Europaeischen Rates, Donald Tusk, Japans Premierminister Shinzo Abe, Kanadas Premierminister Stephen Harper und US-Praesident Barack Obama sitzen in Schloss Elmau zu Beginn der dritten Arbeitssitzung der G7 zusammen.

Il G7 appena concluso ha mostrato tutte le sfaccettature dell’odierno mondo delle relazioni internazionali: buone intenzioni e cattive relazioni, minacce e promesse. I temi fondamentali del summit sono stati la crisi ucraina, la situazione economica greca e il cambiamento climatico.

Ban Ki-Moon incontra Renzi nel canale di Sicilia

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L’incontro trilaterale tra Ban Ki-Moon, Renzi e Mogherini non ha portato i risultati sperati. Le tre personalità politiche si sono incontrate a bordo della nave militare San Giusto al fine di preparare e persuadere il Segretario Generale sulle proposte italiane da mettere in atto con l’ausilio europeo e il placet internazionale dell’ONU. Evidentemente dalla parte italiana si era sperato in una promessa d’impegno più corposa da parte del Segretario Generale dell’ONU; promessa che avrebbe dovuto essere inerente l’autorizzazione ad intervenire in Libia per contrastare l’emergenza migranti. L’intervento dell’ONU sarebbe necessario in virtù dell’assenza di un governo unitario in Libia e delle difficoltà che stanno facendo tabula rasa delle già scarse possibilità di formazione d’un governo unico e unitario col quale dialogare.